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Chi sono:
- Simone Tosi
- Nato a gennaio del 1974 a Carpi, diplomato presso l’istituto G. Vallauri, si iscrive a Storia Contemporanea a Bologna. Ha svolto attività ricreative con l’Arciragazzi organizzando campi gioco e soggiorni estivi. Nel 1994 viene nominato segretario della Sinistra Giovanile, incarico che ricopre fino al 1997. Nel 2000 viene nominato responsabile organizzativo dei Ds, tre anni dopo viene eletto Segretario cittadino dei Democratici di Sinistra, carica che riveste fino alla fine del 2006. In Consiglio comunale ininterrottamente dal 1995 è stato capogruppo (anche nel consiglio delle Terre d'argine. Sposato con Valeria, ha un bambino, Giacomo, di tre anni. Nella Giunta Campedelli: Assessore con delega per le seguenti materie: Pianificazione Urbanistica – Edilizia Privata – Servizi Ambientali ed Energetici.
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L’ODG del consigliere Paluan e Dalle Ave mi permette di fare alcune riflessioni sul tema energia prima di entrare nel dettaglio del documento, che dichiaro fin da subito di condividere.
Questa amministrazione, sul tema ENERGIA sta mettendo in campo una serie di azioni e di iniziative che vanno nella direzione di aumentare decisamente la produzione di energia da fonti rinnovabili sul nostro territorio, e su questo sta provando anche a caratterizzare la propria azione. In questo quadro va inserito il dibattito e la modifica al regolamento edilizio, nel suo famoso art. 28bis, che ha avuto il merito di ampliare la possibilità di poter produrre energia da fonti rinnovabili in aree e zone che prima ne erano escluse (si veda il PTCP), riuscendo a tutelare la tipicità del nostro territorio e salvaguardando le destinazioni d’uso dei terreni. Con questo articolo abbiamo normato, quindi permesso la produzione di energia in aree rurali, da pannelli solari, dall’eolico e dalle Biomasse.
La adesione non solo formale, all’Agenzia per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile (AESS), che ha portato alla realizzazione di due importati iniziative, quella sulle energie verdi e le imprese, e il lancio del Gruppo di Acquisto Solidale, per l’installazione di pannelli solari su aziende e case, ci risulta che abbiano avuto entrambe grande successo, non solo come pubblico, ma come cittadini ed imprenditori che hanno deciso di mettere sul proprio tetto un impianto di produzione di energia solare.
Analizzando i dati sulle pratiche edilizie e le comunicazioni al SUE, risulta che dal 2007 a oggi a Carpi sono stati installati impianti di produzione di energia da pannelli solari per 1160Kwp, ovvero a Carpi ad esclusione dei campi fotovoltaici già presenti, si arriva ad una produrre 1milione e duecento mila Kwh\anno (+\- 1,2Gwh\annuoi), un dato che dimostra che la nostra comunità, i nostri cittadini e le imprese presenti sul territorio non sono state ferme, ma hanno visto questo come un investimento serio da perseguire.
L’intenzione ora è quella di creare una maggiore sensibilità su questo tema per spingere anche i più titubanti a vedere nei pannelli fotovoltaici e nei suoi incentivi un modo di produrre energia in modo ambientalmente sostenibile e pulito.
La nostra intenzione è quella di arrivare alla individuazione di una o più aree da destinare a campi fotovoltaici comunale, da destinare a cessione di energia, stiamo lavorando per la individuazione di aree idonee per dimensioni e collocazione, come stiamo valutando l’idea della copertura di uno o più parcheggi.
La nuova scuola che sarà realizzata a Cibeno, come la sede stessa del Parco Eco Teconologico saranno completamente coperti da pannelli solari.
La cosa per capirci potrebbe vedere un intervento diretto per la produzione di circa 1 o 2 Megawat per una produzione annua di quasi un 1 o 2 Gwh\annuo.
Credo che con il PSC e una prossima variante al PRG, sia utile individuare aree e strumenti per incentivare la produzione di energia non solo attraverso panelli solari ma anche da Biomasse, sistemi a BIOGAS, Cippati ecc, ecc. individuando aree idonee, programmando interventi che per la loro dimensione e caratteristiche necessitano di un coinvolgimento diretto e forte del mondo dell’agricoltura, e delle imprese. Dovremo favorire aggregazioni di imprenditori, agricoltori, attraverso consorzi, cooperative per dare una possibilità in più al nostro territorio di essere competitivo sui mercati, la sfida dovrà essere quella di trovare gli strumenti e i modi perché ci sia anche uno spazio che permetta di favorire una partecipazione anche dell’ente non solo nel governo ma anche nel ricevere un beneficio diretto di queste scelte.
A questo intervento poi si dovrà aggiungere quello che il consigliere Paluan e Dalle Ave, infatti il loro ODG va nella direzione che questa amministrazione sta già perseguendo, infatti si stanno individuando i tetti che hanno le caratteristiche migliore per poter ospitare impianti fotovoltaici, sia per orientamento sia per dimensione, questi tetti saranno poi affittati attraverso un bando che predisporrà AESS al miglior offerente.
L’idea è quella di utilizzare poi una parte degli introiti derivanti da questi affitti per predisporre un nuovo “PIANO ENERGETICO COMUNALE” che ci possa permettere di poter aderire al Patto dei Sindaci del 20, 20, 20, ovvero l’impegno che le amministrazioni locali assumono con la Commissione Europea per diminuire i consumi di energia del 20%, producendo il 20% di energia da fonti rinnovabili, abbattendo le emissioni di Co2 del 20% in 20 anni, patto al quale vorremmo aderire ma chiede appunto un piano energetico comunale, nuovo che metta al centro anche azioni temporalmente verificabili non solo dalla commissione europea ma dai cittadini stessi.
fonte: www.carpidiem.it“In merito agli articoli di stampa usciti in questi giorni e relativi ai cartelli all’ingresso del Parco di via Canalvecchio a Cibeno, va precisato che questi sono stati installati non dalla nostra amministrazione ma dai proprietari del comparto: infatti l’area verde in questione non è ancora nelle disponibilità dell’ente locale e rientra in quelle invece che dovranno essere cedute al Comune a seguito della realizzazione del comparto stesso.Abbiamo segnalato alla proprietà l’anomalia dei cartelli che non corrispondono a quelli che normalmente inseriamo nei parchi, e per questo motivo abbiamo chiesto ad essa che vengano sostituiti con quelli regolamentari, che non prevedono il divieto di accesso per gatti e cani, ma solo limiti per questi ultimi nei casi in cui queste aree verdi si trovino nei pressi di aree gioco riservate ai bambini”.
La nascita di comitati che hanno come obiettivo quello di avere una città sempre più bella, accogliente, che abbia luoghi deputati alla socialità e all’aggregazione, è sempre un fatto positivo. Questo per dire che vedo positivamente la nascita del comitato di cittadini sul tema Parco Lama. Detto questo è opportuno sottolineare con chiarezza alcuni punti, per evitare fraintendimenti e incomprensioni; il primo è che Carpi è dotata di decine di aree attrezzate a parco, di diverse dimensioni, e si doterà in futuro di altri luoghi con questa funzione: basti pensare ad esempio a quello che sorgerà nella zona ex-Silan o del parco che nascerà nei pressi della stazione dei carabinieri. Carpi prima del Piano Regolatore del 2000 aveva una dotazione di 800mila metri quadrati di parchi ed aree verdi: quando il Prg arriverà al suo completamento la nostra città vedrà raddoppiare queste aree che arriveranno complessivamente ad 1 milione e 600 mila metri quadrati di superficie. Con il Prg dieci anni fa si decise di costruire aree verdi e parchi diffusi sul territorio per favorire appunto la socialità e l’aggregazione. L’idea di un parco attrezzato con le dimensioni e le caratteristiche che il Comitato sollecita (un milione di mq) esercita indubbiamente una grande suggestione e un interesse da parte di questo assessorato. Va ribadito però che le priorità che l’amministrazione ha avuto anche dal mandato degli elettori sono quelle di dotare questa città di un Bosco, che per caratteristiche e funzionalità nulla a che vedere con un parco attrezzato: altra priorità che questa amministrazione ha è l’acquisizione dell’area attorno al cimitero cittadino, per realizzare e concretizzare l’idea di creare qui un grande polmone verde, attrezzato e fruibile, di 25 ettari, che colleghi idealmente il cuore della città ovvero il suo centro storico con la periferia, fino a lambire quasi la zona industriale. Se quindi queste sono le priorità la suggestione del Parco Lama diviene per necessità un progetto, un’idea, un sogno che ci interessa, ma dopo il Bosco e il grande parco a ridosso del centro storico. Se l’idea del Parco Lama si trasformasse invece in una proposta per collocare in quella zona il Bosco, cambiando quindi la natura stessa della proposta del Comitato, questa sarà valutata con interesse insieme alle altre proposte che sono state avanzate; e durante il percorso del PSC valuteremo insieme alla città tutta quale soluzione ma soprattutto con quali strumenti metterla in campo: sapendo che è necessario individuare una adeguata collocazione e che il progetto dev’essere compatibile con le risorse economiche dell’ente.
(fonte www.carpidiem.it)
(fonte: www.carpidiem.it)Nel corso della seduta del Consiglio comunale di Carpi di giovedì 6 maggio sono state approvate modifiche ed integrazioni a specifici articoli del Regolamento edilizio cittadino, per rettificare errori e apportare adeguamenti a disposizioni normative sovracomunali. Di particolare importanza l’inserimento di un nuovo articolo sulle fonti rinnovabili, particolarmente sulla collocazione di impianti eolici, a biomasse e fotovoltaici in zone agricole, anche ad inseguimento solare. “Intendiamo così salvaguardare l’integrità del territorio e le coltivazioni agricole” ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Simone Tosi in aula. Giuseppe Scarano, responsabile dello Sportello Unico per l'Edilizia, ha illustrato assieme all’architetto Attilio Paladino le tante modifiche all’attenzione del Consiglio, che riguardavano una decina di articoli del Regolamento (la cui prima stesura risale al 1990); dalle recinzioni delle aree cortilive in zona agricola alla posa di alloggiamenti per i cassonetti della raccolta differenziata nei condominii; dalle pensiline alle piccole serre e alle tempistiche di presentazione dei Piani particolareggiati; dalle distanze relative ai balconi rispetto ai confini o a quelle da fronti finestrate fino alle autorimesse che possono diventare alloggi per collaboratori familiari o disabili a condizione che i posti auto vengano ricavati in area libera. Gli impianti fotovoltaici invece in base alle norme che si chiedeva di introdurre potevano essere collocate in aree agricole se di almeno 20 ettari di superficie, a meno che non siano per l’autoconsumo energetico.
Proprio sul tema della posa a terra o sulle strutture edilizie di impianti realizzati per produrre energia per la cessione si è sviluppato un ampio dibattito, con il consigliere Lorenzo Paluan (Carpi a 5 stelle-Rc) che ha chiesto di emendare l’articolo 28 bis, quello appunto da inserire ex novo nel Regolamento, chiedendo di non autorizzare impianti per la produzione e cessione di energia (quindi maggiori di 20 kw) che rendessero non fruibile il terreno sottostante. E dopo che il consigliere Marco Bagnoli (Pd) si è detto soddisfatto dell’ingresso di queste nuove norme nel Regolamento edilizio e della semplificazione di determinati aspetti anche per diminuire il possibile contenzioso il capogruppo PdL Roberto Andreoli ha invece avanzato una serie di domande all’amministrazione su vari argomenti, sottolineando negativamente come in quella stessa seduta fossero in discussione troppi temi di carattere urbanistico “temi complicati e che prevedono tempi e comportamenti diversi, tanto da rendere i professionisti succubi dei tecnici comunali al momento dell’interpretazione…”.
L’assessore Tosi ha replicato ad alcuni dei quesiti posti da Andreoli: al momento del voto dell’emendamento di Paluan al testo del Regolamento (che così recita: “l’impianto di produzione e cessione dell’energia elettrica da collocare sul terreno dovrà perseguire il minimo impatto sul territorio ricorrendo ad impianti che consentano la fruibilità del terreno sottostante utilizzando le migliori tecnologie possibili”) questo è stato approvato da Pd, IdV, Carpi a 5 stelle-Rc, bocciato dai rappresentanti del PdL, mentre si è astenuta la consigliera Francesca Cocozza (Pd). Al momento del voto finale sull’intero Regolamento modificato il risultato del voto è stato lo stesso.
L’assessore Tosi rispnde alle critiche apparse oggi sulla Gazzetta di Carpi, del consigliere comunale della Lega Nord Argio Alboresi,
Sulla qualità dell’aria possiamo prendere lezioni da tanti, ma sicuramente non dalla Lega Nord e non da Alboresi. Ricordo che l’Emilia Romagna ha messo in campo una serie di iniziative per la riduzione delle emissioni di PM10 che altre regioni compresa la Lombardia hanno copiato anni dopo. La Regione e gli enti locali hanno messo in campo incentivi per la trasformazione della alimentazioni delle automobili a GPL\Metano, abbiamo aderito tra i primi comuni e con convinzione a progetti di Bici Sharing, investito sul trasporto pubblico con le linea autobus locali come arianna o diffuso sul territorio il prontobus.
La Lega nord invece di criticare noi, chieda al suo governo di rifinanziare il fondo per il trasporto pubblico tagliato nell’ultima finanziaria in modo draconiano.
Purtroppo sappiamo però che la Lega e la coerenza non vanno a braccetto, infatti a Carpi vogliono che sia il Comune a gestione l’acqua mentre a Roma votano leggi che spingono alla privatizzazione forzata delle aziende di servizio, chiedono il federalismo fiscale, poi tagliano l’unica tassa locale che c’era, cioè l’ICI dicendo che la compenserà da ROMA è questo il federalismo?
Ma non solo, chiedono al Comune di investire sui vigili urbani, cosa che facciamo visto che abbiamo il numero previsto per legge, mentre il loro ministro leghista taglia sulle risorse alla Polizia di Stato, votano a Roma per le centrali atomiche, e sul territorio dicono che non servono.
Sicuramente il problema dell’inquinamento dell’aria è un problema serio che va affrontato con scelte di sistema che devono coinvolgere sicuramente i comuni ma soprattutto le regioni del bacino della valle padana (una delle zone più inquinate d’Europa), con scelte coraggiose, ma capisco che questi ragionamenti non interessano i leghisti locali, più attenti alla polemica spicciola che a risolvere i problemi.
Colgo l'occasione per porgerei i miei più cordiali saluti
Simone Tosi
Arrivo in consiglio e scopro che a Carpi il gruppo consigliare del Popolo delle Libertà si è spaccato con due consiglieri Lamma e Benatti che fondano un nuovo gruppo, Generazione Carpi.
L’opposizione di spacca forse figlia di una discussione tutta nazionale e romana, ma il dato che dopo 8 mesi dal voto il consiglio comunale vede un nuovo gruppo e lo vede nascere a destra.
Sarà un gruppo maggiormente orientato a tematiche locali? Sposterà il baricentro della lora azione più a destra o più al centro? Riusciranno a condizionare il lavoro del loro gruppo originario?
A queste domande si potrà rispondere solo con il tempo.Questa sera in consiglio comunale abbiamo discusso di diritto di accesso all’acqua, la cosa sbalorditiva è aver sentito il capogruppo della Lega nord, dire che non è d’accordo con il decreto Ronchi, che ricordo è stato convertito in legge grazie ai preziosi voti sempre della lega nord.
Un partito che a ROMA dice A e Carpi fa B è questo il federalismo che hanno in mente?
Siamo al federalismo delle chiacchere e non dei fatti, questo è il punto.
La cosa meravigliosa che dopo questa dichiarazione votano l’Odg dei “grillini” e non quello del PD che attaccava duramente questo decreto.
Questa è la coerenza celtica che anima le loro battaglie? Mi sentirò dire che a Carpi la Lega decide sulle politiche della sua città non guardando cosa fanno i loro parlamentari a Roma, mi auguro però che il capogruppo della lega oltre a dare battaglia sulle locali piazze contro i governo locali, le faccia anche dentro al suo partito, condannando quei parlamentari che hanno votato con decisione e con serena consapevolezza la conversione del decreto Ronchi.In queste ultime settimane di campagna elettorale abbiamo assistito molto ad un dibattito che non parlato dei problemi della gente, dei programmi e quindi delle proposte dei candidati per risolvere o mitigare questi problemi, abbiamo assistito ad un dibattito incentrato sui problemi del premier che sono diventati i problemi del paese o peggio abbiamo visto che le sue priorità personali sono diventate le priorità della nazione.
Credo utile riportare l’attenzione in questa fase finale sui programmi, perché domenica e lunedì non si chiameranno milioni di italiani a votare per decidere sul presidenzialismo, sulle intercettazioni, ma su chi dovrà governare le regioni per i prossimi 5 anni.
Da pochi mesi mi trovo a svolgere la funzione di amministratore pubblico, compito che impegna moltissimo nello studio, nell’analisi e del proporre soluzioni ai problemi di una comunità in rapido cambiamento e forse è per questo che propongo una lettura un po' settoriale sul programma di Vasco Errani,
I temi su cui ha incentrato la campagne elettorale Errani come Ambiente e Territorio, sono quelli centrali a mio avviso per un governo razionale, serio e concreto del futuro della nostra regione.
Nella premessa del suo programma su questi temi, si delinea immediatamente la bussola, la strada che si vuole percorrere con decisione, “Vogliamo determinare e valorizzare la centralità e la trasversalità della questione ambientale, determinare condizioni e limiti di qualità entro cui disegnare il futuro del nostro territorio, rinsaldando il rapporto tra economia, socialità e tutela delle risorse naturali: quelle che su scala internazionale vengono chiamate green economy e green society.”
Oppure quando si afferma “sull’uso razionale e sul riuso delle risorse ambientali” credo si delineino con chiarezza le sfide che si vogliono affrontare per rimettere al centro l’ambiente e il territorio nell’azione del governo regionale.
Il rilancio di temi chiave come la sostenibilità,“Per vincere la sfida occorre infine saldare le azioni amministrative ed economiche ad una forte consapevolezza ed educazione alla sostenibilità dei cittadini”, la sfida sulla produzione di energia da fonti rinnovabili “Con il Piano energetico regionale si è determinata una nuova “energica” spinta allo sviluppo di fonti rinnovabili e risparmio energetico. Entro pochi anni dobbiamo diventare la regione italiana con la maggiore dotazione di impianti fotovoltaici” mi spingono a sostenere Errani non solo per “partito preso” ma per la proposta programmatica seria che ha messo in campo.
Per leggere nel dettaglio il programma ti rimando a questo link:
http://www.vascoerrani.it/public/2010/03/Piano_Mandato_Cap3.pdf
Per leggere il programma completo:
http://www.vascoerrani.it/il-programma/
Sito:
http://www.vascoerrani.it